Alla scoperta dell’incontaminato Monte Marsicano

La bellezza dell’Italia sta nella storia che ne ha impregnato le città, nell’arte e nella cultura, ma anche nei paesaggi naturalistici, dei veri monumenti naturali.
Una di queste sono i Monti Marsicani, nello splendido scenario del Parco Nazionale dell’Abruzzo: simbolo di questo complesso montuoso, il Monte Marsicano, con i suoi 2258 mt di altezza, domina borghi dall’aspetto alpino come Opi e valli come la Val di Sangro e Valle Orsara, punteggiate da ginepri, dalla stella alpina dell’Appennino, dall’ anemone alpino e dalla “viola della Majella”.

Il Monte Marsicano rappresenta al meglio la catena montuosa di cui fa parte, con l’eccezionalità floristica e faunistica preservata dall’Ente Parco: basti ricordare alcune autoctone specie animali come l’orso marsicano, il lupo appenninico ed il camoscio, per non parlare degli splendidi boschi di cerri, faggi e conifere, sino al pino mugo.

Il percorso che parte da Pescasseroli, attraversa zone selvagge e rurali. Si parte dal sentiero che sale dalla Pineta di Forcella fino ad una strada sterrata da cui partono due direzioni: quello a destra, leggermente in salita, porta al bosco che si adagia sul crinale che scende da Serra Cappella per poi raggiungere il fondo della Valle della Corte; il secondo, a sinistra, scende dalla strada sterrata per poi salire direttamente fino ai 1458 mt di altezza per poi risalire la Valle della Corte.
In entrambi i casi, dalla valle si attraversa il greto del torrente e sul sentiero si arriva alla Fonte dello Schiappito. Si prosegue oltre fino ai 1800 mt sino alle pareti della sommità di Colle Angelo.

Il secondo percorso, denominato comunemente F10, parte dalla splendida Valle di Sangro: si raggiunge la graziosa Opi seguendo il corso del fiume Sangro. Dal fondovalle cominciano strette svolte di media pendenza fino ad una zona erbosa punteggiata dal carpino nero e da qui verso il ripiano di Pianezza, dove si possono scorgere resti di antiche recinzioni e, con un pò di fortuna, cervi e camosci.
Da Pianezza si punta attraverso una landa pietrosa verso le falde del Monte Forcone: la pendenza si fa leggermente più marcata verso il cosiddetto Stazzo del Monte Forcone, zona ricca di genzianella sfrangiata e bassi ginepri. Seguendo i segnavia si arriva ad un ripiano, appena sotto la cima del Monte Marsicano.

Un ulteriore affascinante percorso parte invece dalla Valle del Tasso. Si parte in direzione dello Stazzo di Camporotondo. Ci si imbatterà in uno sterrato e, attraversando un boschetto, si arriverà al cosiddetto “viperaio”, una radura dalla quale si sale verso una sella che guarda l’altopiano e il rifugio di Camporotondo. Sarà visibile una conca erbosa sulla sinistra: percorrendola in un sali e scendi, si arriverà alla sella che separa Monte del Campitello dal rilievo del Campitello. Da qui si scende verso la Stazza della Corte e si prosegue avendo come punto di riferimento la cresta del Monte della Corte: le rocce segnaletiche dipinte in bianco e rosso porteranno sulla stessa cresta, proseguendo sulla quale si arriva a due passi dalla croce.

Qualunque sia il percorso per la cima del Monte Marsicano, con la sua croce ad accogliere l’escursionista, si godrà di un panorama unico sulle sottostanti valli e sulle vette del Gran Sasso e della Majella e sui paesi Pescasseroli ed Opi.

 

Fonte immagine: esploramonti.it

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