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Er-Retabe
Fin dai tempi della II dinastia egiziana, all’inizio del III millennio a. C., fiorirono relazioni tra l’Egitto e i centri dell’area fenicia. Uno dei principali siti con il quale intercossero innumerevoli rapporti fu Biblo, che gli forniva legno e resina, indispensabili per la mummificazione, metalli e merci pregiate. Numerosi oggetti rinvenuti in Egitto recano iscrizioni di fenici membri delle comunità straniere di Menfi, del Delta e delle oasi a est del Nilo. Il quartiere fenicio di Menfi presenta, per esempio, un santuario, dedicato alla dea fenicia Astarte con uno stile caratteristico del periodo dell’egemonia dei faraoni libici della XXII, XXIII e XXIV dinastia che permette di ipotizzare la presenza di artisti fenici al servizio dei faraoni. Erotodo, nel libro II delle Storie, ci narra: “Intorno a questo recinto sacro abitano fenici di Tiro, tutto il luogo si chiama 'accampamento dei Tiri'. Nel recinto sacro di Proteo c’è un santuario che è detto 'di Afrodite straniera'”. Fra il 664 e il 525 è stata rilevata in Egitto la presenza di marinai e mercenari fenici: secondo la tradizione, su richiesta del faraone Nacao, i primi intrapresero l’esplorazione che doveva portare a fare il periplo dell’Africa, i secondi, invece, accompagnarono i faraoni fino in Nubia, dove sono stati rinvenuti dei graffiti. La rivoluzione sociale che scosse l’Egitto intorno alla fine del III millennio, interruppe per oltre un secolo le sue relazioni con la Fenicia. Tra il XX e il XVIII secolo a.C., la rinascita egiziana rende nuovamente possibili relazioni tra l’Egitto e i centri fenici. Ma proprio nel XVIII secolo a.C., l’avvento al trono dei faraoni Hyksos, determina un ulteriore periodo di allentamento nei rapporti tra l’area fenicia e l’impero egiziano.
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