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Città di Marsaxlokk e Zejtun (Tas Silg) Rabat e Mdina (Melite) Birgu e Vittoriosa ( Chersoneso) Rabat di Gozo
La posizione geografica dell’arcipelago maltese, i suoi porti e la sua storia culturale ci permettono di comprendere il motivo dell’occupazione fenicia di questi luoghi. Malta fu un punto strategico per quanto riguarda i commerci, da qui deriva il suo nome, in origine Malet, che significa “riparo”. Il paese ebbe un economia proiettata verso l’esterno, tramite il mare, con il commercio di scambio e la pirateria, a causa dell’assenza di risorse minerarie e la limitatezza del suolo disponibile per lo sfruttamento agricolo. La molteplicità dei rapporti con l’esterno possono riscontrarsi nella presenza, nel sito di Bahirija, di coloni stranieri , di gruppi di maltesi che raggiungono la Sicilia Orientale e nel rinvenimento di ceramica micenea. Inoltre la presenza fenicia a Malta è testimoniata dalla scoperta di ceramica a ingubbiatura rossa dell’VIII secolo a. C. negli insediamenti indigeni, prova della coabitazione fra i due gruppi. Le due città maggiori che il geografo Tolomeo cita per Malta, sono: Marsaxlokk, Rabat-Medina e per l’isola di Gozo, il sito di Victoria. Tale notizia viene confermata dalla ricerca archeologica. Fra i luoghi maltesi di culto più noti possiamo trovare il grande santuario extraurbano di Tas-Silg, dedicato alla dea fenicia Astarte, risalente all’eneolitico con strutture e impiantiche continuano nell’uso per tutto il periodo fenicio e punico, fino almeno al I sec a. C. |