Dal convento della Scarzuola alla città Buzziana

Perdendoci sulle incontaminate colline ternane, tra i fitti alberi di boschi lussureggianti, potremmo incappare in un piccolo angolo incantato dell’Umbria.
Incastonato nel comune di Montegabbione, si trova un gioiello architettonico, partorito dalla mente di Tommaso Buzzi, uno dei più importanti designer del secolo scorso: la città Buzziana.

Quando cessò la sua attività pubblica, nel 1956, acquistò il Convento della Scarzuola, sorto dove si accampò San Francesco, costruendo una piccola capanna. Il nome deriva da “Scarza”, la pianta palustre con cui il santo, appunto, si costruì il riparo.Il desiderio di Buzzi era di costruire una città ideale, prendendo spunto dalla filosofia del parco di Bomarzo, il Vittoriale di D’Annunzio, la Sforzinda di Filarete e altri progetti simili.
Numerose scalinate attraversano il complesso, statue enormi e sproporzionate sono disseminate in questo giardino ermetico e idealista.Montegabbione la città di Buzzi
Entrando dalla chiesetta, che faceva parte dell’originaria struttura, ci troviamo immersi in una visione irreale e inattesa, teatro che si fonde con la sacralità: è come essere assorbiti da un’opera di Escher.
All’entrata un incavo nella pietra indica dove San Francesco fece sorgere l’acqua e da qui parte il viaggio nella città di Buzzi.
Tre porte si aprono su diversi “cammini”: la porta Gloria Dei che apre l’accesso al convento e alla chiesa; Mater Amoris permette di raggiungere il vascello di Cupido; Gloria Mundi che non porta da nessuna parte, ma indica la futilità delle cose terrene.Solo dopo aver superato le tre porte, si entra nella città fiabesca del Buzzi che si compone di ben sette teatri, per raggiungere l’apoteosi nell’Acropoli.Si tratta di una collina costruita “accatastando”, in scala ridotta, i monumenti più indicativi della storia, come, ad esempio, il Partenone, la Torre di Vesta, la Piramide, che, come un incastro di bastoncini di Shangai, offrono prospettive e visioni che cambiano ad ogni valutazione.

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In soli vent’anni, il designer unì in questo luogo, volutamente incompiuto, tutte le sue visioni di libertà cui, fino a quel momento, non aveva potuto dare libero sfogo.
Questo sogno è immerso nel verde di un giardino che, come un caleidoscopio cambia tratto man mano che si prosegue: rinascimentale, contadino, elegante o povero.

Entrare in questo luogo, dove Buzzi ha scritto con la pietra il suo idealismo, fa riemergere il fanciullo che è in noi.
Alla sua morte, il progetto, è stato portato avanti dal nipote che l’ha resa visitabile liberamente al pubblico.
Ci troviamo nel territorio del castello di Montegabbione, quindi non bisogna perdere l’occasione di visitare questo possente maniero costruito nel 1200.
Poco lontano troviamo Fiori, frazione collocata sempre in questo comune: si tratta di un’altro borgo fortificato molto affascinante dove risiedono ancora qualche decina di abitanti.

 
 
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